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Il mio Blog Ottobre 30, 2026

Bonus casa 2027: cosa cambia con la nuova Legge di Bilancio (e cosa non è ancora deciso)

Writen by Rocco Solimena - Geometra

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In queste settimane ricevo sempre la stessa domanda da chi ha in programma dei lavori: conviene sbrigarsi a pagare tutto entro il 31 dicembre, prima che i bonus si riducano?

Il 28 ottobre il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge di Bilancio 2027. Ecco cosa contiene per chi deve ristrutturare casa, spiegato in modo semplice, insieme a quello che invece non è ancora deciso.

Bonus ristrutturazioni: il 50% sulla prima casa resta per un altro anno

La legge in vigore prevedeva un taglio delle detrazioni dal 1° gennaio 2027. Il Governo ha invece deciso di mantenere anche per il 2027 le stesse aliquote del 2026:

Immobile20262027 con la proroga2027 senza proroga
Abitazione principale50%50%36%
Seconde case e altri immobili36%36%30%

La proroga riguarda il bonus ristrutturazioni, l’Ecobonus e il Sismabonus. Le regole di base non cambiano:

  • detrazione recuperata in 10 rate annuali nella dichiarazione dei redditi;
  • massimale di 96.000 euro per unità immobiliare;
  • il 50% spetta solo se l’immobile è l’abitazione principale del proprietario o del titolare di un diritto reale, cioè dove ha residenza e dimora abituale.

Confermato anche il bonus mobili ed elettrodomestici: 50% su una spesa massima di 5.000 euro, sempre legato a un intervento di recupero edilizio sullo stesso immobile.

Ecobonus al 65%: per ora è solo un’ipotesi

Nei mesi scorsi si è parlato molto di un ritorno dell’Ecobonus al 65% per infissi, cappotti, pompe di calore, schermature solari e altri interventi di efficientamento sull’abitazione principale.

Nel testo approvato dal Governo questa misura non c’è. Se ne discute ancora, anche con l’Unione Europea, e potrebbe arrivare durante l’esame in Parlamento. Oggi però nessuno può garantirla.

Ad oggi quindi gli interventi energetici hanno le stesse aliquote delle ristrutturazioni: 50% sulla prima casa e 36% sugli altri immobili.

Superbonus: si studia una via d’uscita per i condomini in difficoltà

Molti condomini si trovano in difficoltà per i lavori Superbonus: cantieri rimasti incompiuti, materiali pagati nei SAL ma mai installati, differenze tra le opere realizzate e quanto asseverato. In questi casi il Fisco può chiedere indietro le detrazioni ai committenti, anche quando si sono affidati in buona fede a imprese e tecnici.

Il Governo sta valutando una definizione agevolata, cioè la possibilità di chiudere la questione pagando una somma ridotta. Anche questa è ancora un’ipotesi: se sei in questa situazione, è il momento di far verificare la documentazione del cantiere da un tecnico.

Altre novità che riguardano la casa

Tra le misure annunciate o allo studio ci sono anche:

  • ritorno delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa da parte degli under 36;
  • riduzione della cedolare secca per gli affitti a canone concordato, con un’aliquota ancora più bassa per chi affitta ai giovani;
  • cedolare secca sugli affitti commerciali per i locali di superficie contenuta;
  • un piano per la riqualificazione energetica degli edifici pubblici: scuole, ospedali, università e impianti sportivi.

Per i professionisti e le partite IVA si parla anche di alzare a 100.000 euro la soglia del regime forfettario.

Il mio consiglio: niente fretta, ma programmazione

  1. Non bloccare i lavori aspettando il 65%. Potrebbe non arrivare, e intanto i costi e i tempi delle imprese non migliorano.
  2. Non correre a pagare tutto entro dicembre, se la proroga sarà confermata. Conta la data del pagamento, quindi è meglio programmare i bonifici in base all’avanzamento reale dei lavori.
  3. Verifica che i lavori siano detraibili prima di iniziarli: titolo edilizio corretto (CILA, SCIA o permesso), requisiti tecnici, e per gli interventi energetici la comunicazione ENEA.
  4. Paga sempre con bonifico “parlante”, cioè il bonifico specifico per detrazioni fiscali con causale, codice fiscale del beneficiario e partita IVA dell’impresa.

La legge sarà definitiva solo dopo l’approvazione del Parlamento, entro il 31 dicembre. Aggiornerò questo articolo appena il testo sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

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