Fino a poco tempo fa la risposta era quasi sempre no. Oggi le cose sono cambiate, e una recente sentenza lo conferma.
Le regole di partenza
Il DM Sanità del 5 luglio 1975 fissa la superficie minima di un monolocale a 28 mq per una persona e 38 mq per due, bagno compreso. Sotto queste misure, niente abitazione.
Cosa ha cambiato il Salva Casa
Il DL 69/2024 ha modificato l’art. 24 del Testo Unico Edilizia (DPR 380/2001), permettendo di scendere fino a 20 mq per una persona e 28 mq per due. Anche l’altezza minima interna può arrivare a 2,40 m.
La novità: vale anche per i locali commerciali
Con la sentenza n. 1066/2026, il TAR Liguria ha dato ragione a un proprietario che voleva trasformare un negozio di circa 25 mq in un monolocale, annullando il no del Comune. Secondo i giudici, la deroga non è riservata ai centri storici né ai locali che erano già abitazioni: si può applicare anche a chi cambia destinazione da commerciale a residenziale.
Attenzione però: non basta avere i metri quadri giusti
Servono alcune condizioni precise:
✅ l’alloggio deve essere “adattabile” secondo il DM 236/1989, cioè modificabile in futuro con costi contenuti per renderlo accessibile a persone con disabilità;
✅ in più, l’intervento deve migliorare le condizioni igienico-sanitarie, ad esempio con finestre più grandi e apribili o una migliore ventilazione naturale (oppure rientrare in un recupero che riguarda l’intero edificio);
✅ il tutto va asseverato da un tecnico abilitato.
Nel caso deciso dal TAR, il progetto prevedeva proprio l’abbattimento delle barriere architettoniche e la sostituzione dei serramenti per aumentare il ricambio d’aria.
💡 Prima di partire con i lavori, va comunque verificato che il cambio d’uso sia ammesso dalle norme urbanistiche del tuo Comune e che l’immobile sia in regola dal punto di vista edilizio.
👉 Hai un locale fermo e vuoi capire se può diventare un’abitazione da vendere o affittare? Scrivimi in privato, valutiamo insieme la fattibilità.


Leave A Comment